Elena Schirru e il racconto della vita di una copywriter

Cavalieri Digitali

Elena Schirru: domande e risposte per aspiranti copywriter

Quella del copywriter è una professione fra le più richieste nel mondo del digital marketing. nE PARLIAMO CON ELENA SCHIRRU

Il tuo #diariodiunacopywriter è una manna dal cielo per chi vuole intraprendere questa professione, ci racconti un po’ la tua storia? Come sei diventata una copy? 

 Sono felicissima di sapere che #diariodiunacopywriter sia utile. Penso ai consigli che avrei voluto ricevere io quando ero agli inizi e volevo svolgere questa professione ad ogni costo. In base a questo strutturo nuove rubriche e nuovi post da condividere. 

Per quanto riguarda la mia storia, allora, diciamo che ho sempre avuto una forte propensione per la scrittura, mia mamma dice che non appena ho imparato a scrivere era raro vedermi senza una penna e un diario. Dopo la laurea in comunicazione mi sono appassionata tantissimo al digital marketing e ho cercato in tutti i modi di coniugare questa mia passione con quella della scrittura. 

Scrivere per il web ha le sue regole, si tratta di una tipologia di scrittura particolare, per questo ho approfondito la mia formazione attraverso master e corsi dedicati al content marketing e alla SEO. Così ho iniziato a propormi come copywriter, ho sfruttato soprattutto Instagram come canale di comunicazione e questo mi ha permesso di trovare clienti e lavorare con più stabilità.

Tuttora utilizzo Instagram e LinkedIn per comunicare e lavoro giorno dopo giorno sul mio personal brand, questo mi permette di valutare collaborazioni interessanti e incontrare ogni giorno persone del settore con cui fare networking.

Chi ti segue su instagram conosce il tuo amore per lo storytelling: se potessi consigliare tre libri da leggere assolutamente per mettere in pratica questa tematica, quali sarebbero?

La scelta è dura, esistono tanti testi che vale la pena leggere e rileggere. Sicuramente, se dovessi sceglierne solo tre, direi: “L’eroe dai mille volti” di Joseph Campbell, “Storytelling d’impresa” di Andrea Fontana e “Neurobranding. Il neuromarketing nell’adversting e nelle strategie di brand per i marketer” di Mariano Diotto. 

Ma raccontare storie non basta, vero? Ci vuole strategia, strategia e strategia per raggiungere i propri obiettivi di business. Quali consigli vuoi dare a chi ha appena intrapreso o vorrebbe intraprendere la carriera di copywriter e non sa bene cosa significhi “strutturare una strategia da zero?”

Raccontare storie è stupendo, però purtroppo no, non è sufficiente. Sicuramente un/una copywriter oltre che una forte propensione per la scrittura deve sviluppare delle competenze anche per quanto riguarda le tecniche di vendita. Tuttavia, mi preme dare un consiglio: copywriting, SEO, SEM, advertising, email marketing sono tutte delle “leve” del marketing. Hanno un grande potenziale, ma appunto, devono essere inserite all’interno di una strategia più ampia strutturata con il contributo di più professionisti e supervisionata da un/una project manager che organizzi, pianifichi e guidi il team verso il raggiungimento degli obiettivi prestabiliti. 

Spesso, si commette l’errore di richiedere risultati di un team al singolo: un copywriter, un advertiser, un SEO specialist, un data scientist. Così facendo si rischia di incappare in tuttologi che, per ovvie ragioni, non possono garantire ciò che, invece, dipende dal coordinamento efficiente di un team di professionisti. 

Quindi, consiglio a tutti, non solo ai/alle copywriter, di muoversi con etica e onestà, essere responsabili del proprio lavoro e distinguere quelle che sono competenze e prerogative del singolo da quelle che, invece, sono le responsabilità di un intero team. 

Tema portfolio: sappiamo tutti quanto sia difficile realizzarlo e mettere bene in mostra le nostre competenze. Hai dei consigli per chi ha poca esperienza e vorrebbe comunque realizzare un documento che evidenzi ciò che sa fare e non solo ciò che ha studiato?

Devo essere onesta è raro che qualcuno mi chieda un portfolio, così come il curriculum. Solitamente quando un cliente mi contatta è perché ha già visto quello che so fare, per questo motivo consiglio a chi vuole svolgere la professione di copywriter di curare i propri social, condividendo quotidianamente le competenze che possiede. Occorre trasformare i social media in “professional media”. Attualmente consiglio di investire tempo e risorse soprattutto su Instagram e LinkedIn. 

Perlomeno a me queste due piattaforme social hanno dato maggiori soddisfazioni.

Detto questo, vale sempre la pena impiegare del tempo per avere pronti all’uso: curriculum vitae, lettera di presentazione e, ovviamente, portfolio. Per quanto riguarda il portfolio io ne ho preparato uno generalista in cui ho inserito i miei lavori migliori. In base al cliente da cui vengo contatta modifico e aggiungo i contenuti settoriali, ad esempio, se il cliente si occupa di food and wine metto in risalto contenuti e articoli appositi. 

In linea generale consiglio di strutturare il proprio portfolio in modo tale esaltare i migliori lavori svolti anche in ottica di finalità e obiettivi raggiunti, in modo tale da presentarsi al cliente con un mindset “business oriented”. 



Un’ultima battuta: quanto è difficile imparare a suonare l’ukulele?! No, scherzo, però, in generale, quanto è importante, secondo te, coltivare un hobby diverso quando il proprio lavoro è fatto principalmente di scrittura?

Adoro questa domanda. Suonare l’ukulele, almeno per me che sono negata con la musica, è veramente difficile, ma io amo le sfide. Sicuramente, oltre agli accordi, sto imparando lezioni di umiltà e disciplina che si sa, non fanno mai male. Credo che imparare a suonare uno strumento ti insegni la pazienza e l’importanza di ripetere qualcosa centinaia e centinaia di volte, prima di riuscire a farlo alla grande, quasi senza pensarci. Il duro lavoro ripaga. Vedo tante similitudini tra questo e il mondo del marketing. 

A parte ciò, secondo me è fondamentale coltivare un hobby totalmente diverso da quello che è il nostro lavoro. Ci permette di staccare dal pc, di svagarci e sono innumerevoli gli studi che dimostrano quanto questo porti benefici al nostro cervello e alla nostra creatività. Ritagliarsi delle pausa è importantissimo e non bisogna mai sottovalutarlo. 

E poi, in ultima analisi, devo dire che sto imparando una lezione del tutto inaspettata grazie a questo hobby: se io posso imparare a suonare l’ukulele, allora niente è davvero impossibile! 



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