Vita da SMM: come preparare uno shooting fotografico.

Mangiamo con gli occhi, proiettiamo sogni a colori mentre dormiamo. E non è certo un mistero che ogni secondo il numero di foto pubblicate con il telefono si aggira intorno a 3600. La nostra è la civiltà dell’immagine, e si riversa in un mondo – quello dei Social – dove se non ci sei è come se non esistessi. Ecco allora che assicurarci di mostrare il profilo migliore di ciò che comunichiamo non è più questione di vanità, ma di sopravvivenza.

Se scrivi contenuti per blog, sei un copywriter che si barcamena tra piani editoriali, un’anima creativa magari appena allunata sui social media, sai già che parole e immagini sono i binari sui quali transita la nostra capacità di comunicare. Per quanto tools e siti che forniscono immagini stock gratuite siano una manna dal cielo, il sogno proibito di ogni social media manager, scrittore di copy e blogger che si rispetti, è quello di accedere ad un archivio di foto originali realizzate da un fotografo professionista.

Quando il budget rasenta lo 0, le opzioni si riducono tragicamente. Ma se le risorse a disposizione consentono di realizzare un servizio fotografico, oggi è il tuo giorno fortunato, perché voglio aiutarti a preparare uno shooting fotografico che ti manderà in visibilio, lasciando soddisfatto te e il cliente. Procediamo per step.

  1. Focalizzati sul materiale di cui hai bisogno 

Supponiamo che il cliente sia il gestore di un locale che oltre buon cibo offre anche musica dal vivo. 

Per raccontare la sua attività sulla pagina Facebook o sull’account Instagram, il piano editoriale dovrà prevedere post su alcune categorie di argomenti, come “cibo/beverage” (le proposte in menù, le cantine locali inserite nella carta dei vini), “ambiente” (gli spazi del locale, interno/esterno), “personale” (barman, camerieri, cuoco), “intrattenimento” (musicisti che si esibiscono dal vivo, che fanno fioccare le prenotazioni e riempiono il locale).

Il cliente è un pasticcere? Un’azienda che sviluppa software? Un meccanico? L’approccio mentale alla preparazione di uno shooting fotografico è lo stesso. Occorre conoscere a fondo l’attività del cliente per individuare lo stile fotografico più adatto a lui, quindi le categorie visual degli argomenti da inserire nel piano editoriale. 

  1. Impara a fare i conti

Stabilito il materiale di cui hai bisogno e il budget a disposizione per realizzarlo, inizia la preparazione dello shooting fotografico. 

Apri il tuo piano editoriale sul desktop e prendi carta e penna. Quante pubblicazioni al mese sono previste? Ammettiamo che siano 20. Questo significa che con ogni probabilità da questo servizio fotografico dovrai ottenere almeno 20 scatti da urlo per coprire un mese del tuo piano editoriale. Prevedi pubblicazioni carosello? Campagne multisoggetto? Sicuramente vorrai spaziare da un argomento all’altro, toccando più categorie visual a tua disposizione. Sono variabili che devi assolutamente tenere in conto per stabilire il numero di fotografie da aspettarti da uno shooting e concordare con il cliente i soggetti da immortalare.

Ti serve un numero di foto sufficiente per due o tre mesi di pubblicazioni? Se fare i conti non è il tuo forte, usa con orgoglio la calcolatrice sul tuo smartphone.

Non dimenticare che per ottenere lo scatto perfetto, è altamente probabile che un fotografo faccia almeno 1-2 prove (ma anche 3-4: dipende dalla sua esperienza). Ciò significa che in media il materiale degno di pubblicazione corrisponde ad una percentuale che oscilla tra il 20-40% del totale di scatti realizzati. Progettare uno shooting fotografico significa innanzitutto avere il controllo della situazione, prevedendo la percentuale di scatti che non supereranno la fase di post produzione.

  1. Ingaggia il fotografo giusto

Ora, a meno che tra le tue capacità e passioni non rientri anche la fotografia – intendo, possiedi l’attrezzatura specifica e hai studiato quest’arte? Per quanto possano essere ben costruite, le foto con il telefono non fanno di te un fotografo – o nel team dell’agenzia per cui lavori sia già presente questa figura, la prima cosa da fare è trovare un fotografo che collabori con te e corrisponda alle caratteristiche richieste dal cliente/azienda. 

Dopo aver ricevuto un chiaro mandato dal committente, sei tu che devi assoldare l’uomo giusto che centri l’obiettivo della missione. Cerca il fotografo che possa realizzare foto nello stile di cui hai bisogno, ad esempio still life (le nature morte, cioè quelle con oggetti inanimati per soggetto) o portrait (business o corporate, sono le foto in grado di esaltare il profilo professionale e raccontare il valore umano, come le foto del personale).

Il prezzo varierà a seconda di molti fattori (tempo, esperienza del fotografo, tipologia di soggetto). Il costo di uno shooting può basarsi su tariffa oraria o su prestazione del singolo servizio. 

  1. La location dello shooting fotografico

È il momento di fare nuovamente una chiacchierata a quattr’occhi con il cliente. Se tutto andrà secondo i tuoi piani, presto i suoi profili social potrebbero pullulare di foto accattivanti e acchiappalike, immagini che mostreranno ai followers il lato migliore della sua attività. Una volta fissata la data dello shooting (con il dovuto anticipo) è fondamentale che il cliente viva quel giorno come la preparazione ad un importante appuntamento.

Il proprietario di un ristorante/bar/pub/pizzeria, ad esempio, dovrà tirare a lucido il locale, chiedere al personale che verrà fotografato – in atteggiamenti naturali e ricorrenti – di presentarsi in divisa (qualora prevista). Tovagliato e stoviglie dovranno essere nuovi di zecca: sarà sufficiente un tavolo riservato allo shooting, su cui sfileranno i piatti precedentemente concordati e presentati in modo impeccabile. Artificiale? Costruito? Si, forse un po’. Ma migliorare esteticamente la base di partenza non significa tradire l’anima del locale, né diffondere pubblicità ingannevole.

Qualunque sia l’attività del committente e la location in cui si svolga lo shooting, il fotografo sarà in grado di cristallizzare l’immagine migliore da “vendere” ai suoi clienti. 

  1. Tu sei il regista. Azione!

Durante lo shooting il fotografo scatterà le foto che gli dirai di scattare tu, nel modo in cui vorrai tu, nei tempi che gli darai tu. So che ti è salita un po’ l’ansia da prestazione. Ma stai tranquillo, ti abituerai. Da un grande potere derivano grandi responsabilità. Ciò non toglie che tu non possa divertirti! Ricorda, tu sei il regista: improvvisa, utilizza gli oggetti d’arredamento a disposizione, aiuta il fotografo a costruire la scenografia. Essere direttore artistico per un giorno è un’esperienza che ti permetterà di dare libero sfogo alla creatività. Anche a certe manie ossessive compulsive, ammettiamolo.

Non tutti comprendono l’importanza di avere delle foto originali, piccole finestre attraverso cui chi ci segue (o passa di qui per caso) può incuriosirsi, dare una sbirciata, decidere di entrare, emozionarsi. Non tutti hanno una sensibilità estetica alla cura dei dettagli, alla costruzione artificiale di immagini che raccontano in modo naturale la realtà, al gioco dei colori, delle prospettive, delle geometrie. Proprio per questo è tuo compito far recepire il messaggio in modo chiaro. Se dovesse servire mostra al cliente esempi di cosa potrebbe ottenere grazie ad uno shooting. 

Ad amari estremi, precisa che far apparire sui Social la propria realtà aziendale o il locale più belli, non verrà in alcun modo considerato come pubblicità ingannevole!