Branded content: i valori al centro del marketing digitale

La ricerca di nuove strategie di advertising risponde alla crescente insofferenza dei consumatori nei confronti dei consueti strumenti pubblicitari.

Un’analisi condotta nel 2013 mostra come l’86% dei consumatori sia affetto da “banner blindness”, un fenomeno per il quale l’utente ignora inconsciamente gli inserti pubblicitari presenti su un sito web. 

L’aumento di questo fenomeno si spiega col bombardamento ormai quotidiano (spesso ai limiti del molesto) delle pubblicità online. Come risposta, l’utente ha sviluppato la tendenza ad ignorare automaticamente le aree dei siti web che contengono banner pubblicitari, rendendoli strumenti inefficaci.

Tra le soluzioni messe a punto dai brand, spicca una strategia pubblicitaria innovativa poiché controcorrente: il branded content. Ma di cosa si tratta esattamente?

Cos’è il branded content

Il branded content è una forma di attività pubblicitaria condotta al di fuori dei classici canali di advertising. Il suo scopo è di generare awareness per il marchio associandolo a contenuti allineati ai valori del brand stesso.

La particolarità di questa forma di pubblicità, che la distingue dalle altre, è che il contenuto non deve necessariamente citare il brand in questione.

Mentre il content marketing consiste nella creazione di contenuti testuali e/o multimediali di tipo informativo, per generare traffico ed interazioni sul proprio website o social network, il branded content si focalizza maggiormente sull’aspetto emozionale, rispondendo al crescente bisogno di storytelling da parte degli utenti. 

I valori del brand vengono veicolati attraverso una storia, dallo scopo educativo e non commerciale, nella quale l’utente si identifica creando un’immediata fiducia nel marchio.

Come si fa branded content

I canali su cui condurre attività di branded content sono i più disparati: da quelli più tradizionali come giornali, siti web e TV, a quelli più innovativi come i post social, podcast o le web series passando per eventi, mostre o live show

La peculiarità nel modo di fare marketing che caratterizza il branded content è il diverso rapporto che si instaura tra brand e utenti.

Non si ha più una verticalità rigida, dove il brand propone il contenuto che viene recepito passivamente dagli utenti, ma una nuova orizzontalità dove brand e utenti interagiscono attivamente in un rapporto di parità.

Questi ultimi infatti, con i propri feedback e le proprie inclinazioni, guidano il marchio nella creazione di nuove storie fino a proporre loro stessi contenuti che spingono ulteriormente il brand stesso, in un circolo virtuoso che si concretizza in un engagement solidissimo.

L’influencer marketing al servizio del branded content

Proprio la centralità dell’utente che caratterizza il branded content è alla base della mutualità che si instaura con l’influencer marketing.

Queste figure, che basano la propria popolarità sul rapporto intimo instauratosi con i followers, rappresentano il collegamento ideale tra brand e utenti. Permettono infatti di sostituire i classici, freddi strumenti pubblicitari in con una persona che, grazie alla propria autenticità e umanità, fa leva sul lato emotivo degli utenti, esercitando una presa diretta superiore sui potenziali consumatori.

Della relazione sempre più stretta tra branded content e influencer marketing parla approfonditamente Chiara Landi nel suo libro “Branded content. Studi, casi, esempi nel contesto italiano” edito da Carocci. Un’analisi accurata della strategia che lega valori aziendali, contenuti culturali e marketing.

Per approfondire l’argomento, c’è il webinar della Cavalieri Digitali Academy. Proprio con Chiara Landi approfondiamo le tematiche dell’influencer marketing e dello storytelling orientato alla vendita. 

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