Meena: il chatbot di Google in grado di conversare come noi

chatbot google meena

Sapete cos’è un chatbot?

Banalmente, si tratta di un software in grado di restituire risposte preimpostate a semplici domande poste dagli utenti.

Esempi di chatbot sono utilizzati nelle pagine social o siti web di grandi aziende per rispondere a curiosità legate a prodotti o servizi delle aziende stesse.

Nonostante i chatbot odierni siano decisamente sofisticati, al punto da rendere molto difficile distinguere se una risposta viene fornita da una persona o da un software, questi non sono ancora in grado di intrattenere una vera e propria conversazione come farebbero due esseri umani. 

Questo è tuttavia destinato a cambiare: a dimostrazione dei progressi nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla simulazione del linguaggio umano, Google ha recentemente presentato Meena, un nuovo modello di chatbot che grazie all’IA è in grado di parlare di…praticamente tutto.

Meena è basato su un modello di rete neurale tarato su ben 2,6 miliardi di parametri in grado di adattarsi in modo dinamico al contesto della conversazione; per far ciò, Google ha attinto ad un database di 341 gigabyte contenente conversazioni relative agli ambiti più disparati occorse nei social media.

Per valutare la qualità delle risposte fornite dal modello, Google ha messo a punto un sistema di valutazione noto come SSA (Sensibleness and Specificity Average media di sensibilità e specificità, che misura quanto una risposta sia attinente e specifica nella conversazione) ed ha comparato le risposte date in una conversazione umano-umano con quelle fornite in una conversazione umano-Meena; il confronto ha evidenziato un punteggio di qualità rispettivamente dell’86% e del 79%, con uno scarto di soli 7 punti percentuali. Per comparazione, il modello Mitsuku creato da Pandora Bots si ferma al 56%, mentre quello Xiaolce sviluppato da Microsoft si ferma al 31%, certificando la bontà della proposta di Big G.

I prossimi passi saranno quelli di affinare il modello Meena includendo nell’algoritmo attributi come la personalità o la sicurezza, motivo per cui Google non ha ancora rilasciato una demo del software. Tuttavia, la società non esclude di poterlo rendere accessibile agli sviluppatori nei mesi a venire, in modo da ricevere importanti contributi al suo sviluppo.

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