Bot o non bot, questo è il dilemma. - Cavalieri Digitali
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Bot o non bot, questo è il dilemma.

Una recentissima nota rilasciata da instagram sottolinea l’impegno della piattaforma social più usata dai millennials contro i bot, i profili e le interazioni fake.

Chi usa i bot viola in ogni caso le regole di instagram. Non c’è numero di follower, grandezza dell’azienda o importanza che tenga (ad eccezione, forse, di Kim Kardashian che sembra poter fare un po’ quello che vuole su questo social). Quindi, è importantissimo capire che utilizzare questi stratagemmi significa esporre il profilo personale, o aziendale che sia, a dei rischi: fra tutti, quello di sospensione o chiusura dell’account.

Finora, però, nessuna vera rimozione di commenti o like fasulli era mai stata messa in atto dall’azienda che, invece, punta a soluzioni più incisive con il cambiamento delle sue policy: “tutti i falsi like e gli account che utilizzano servizi di terze parti per ottenere un maggiore engagement ora verranno rimossi per violazione delle Linee guida e dei Termini di utilizzo della piattaforma”

Cito, da un interessantissimo articolo di Ninja Marketing a riguardo il fatto che “Instagram ha spiegato di aver creato strumenti di moderazione basati sul machine learning che aiuteranno a identificare quali account utilizzano questi servizi e rimuoverà automaticamente i Mi piace, i follower e i commenti.

Qualsiasi account che abbia utilizzato servizi di terze parti per aumentare la propria popolarità verrà informato attraverso un messaggio che i suoi Like falsi sono stati rimossi. All’utente verrà inoltre richiesto di cambiare la password, nel caso in cui le app di terze parti abbiano compromesso la sicurezza dell’account.”

I vantaggi dell’uso dei bot all’interno del social media, sia da parte delle agenzie che degli influencer sono evidenti. I profili crescono più in fretta grazie a commenti, likes e attività di follow/unfollow.

Stiamo andando verso la “Morte del Content Marketing” come raccontava Alberto Maestri nel suo intervento alla prima edizione di Cavalieri Digitali, un’era nella quale il marketing sarà interamente automatizzato. Gli utenti parleranno a delle intelligentissime macchine e dalle stesse macchine riceveranno risposte: basti vedere i chat-bot che popolano le nostre pagine facebook e siti web, ma anche gli innovativi sistemi di gestione della casa come Google Home o Alexa.

Allora, Instagram, perché iniziare una battaglia contro l’automazione di attività banali come lasciare un cuoricino su una foto? Perché alcuni social media manager (fra tutti mi permetto di citare Ilaria Barbotti, fondatrice di IgersItalia) continuano senza ritegno ad utilizzare il buon vecchio doppio tap, rallentano la velocità di crescita dei loro profili e a pensare a metodi nuovi per creare contenuti che risaltino nel feed dei loro profili?

Per l’autenticità, l’originalità, la forza della relazione con i loro follower.

Instagram è un luogo digitale che permette (nel bene e nel male) di raggiungere le persone con una semplicità incredibile. Fa venir voglia di mostrare, di dire, di esprimere la propria individualità ed originalità in modalità lontanissime da quelle di Facebook.  Ed è questo tipo di obiettivi che gli influencer dovrebbero porsi.

Relazioni reali. Non numeri inarrivabili , ma follower che seguono davvero ciò che dici, che sono davvero interessati a ciò che pensi.

Raccontare la nostra giornata a delle macchine non è così divertente  come raccontarla a delle persone vere. E nemmeno tanto utile, mi sa. 

Nella speranza che Instagram possa andare ben oltre i proclami e prendere delle iniziative autentiche, cerchiamo sempre di tenere a mente quanto sia importante mantenere qualcosa di vero e di tangibile anche nel mondo digitale che creiamo intorno alla nostra persona o al nostro brand.

A tal proposito, un bel libro della collana Professioni Digitali di Franco Angeli Editore, intitolato Community Manager, dietro le reti ci sono le Persone di Osvaldo Danzi e Giovanni Re, ci permette di approfondire ed affrontare il tema della gestione delle community senza dimenticare la relazione e le persone che ne fanno parte, un ottimo approfondimento, se siete interessati al tema. 

Alla prossima!

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